Aprire un salone da parrucchiere

Come aprire un salone parrucchiere? Iter burocratico e costi su DEA Beauty e Design, che ti segue passo passo per avviare la tua attività dedicata alla bellezza e al benessere.

Aprire un salone da parrucchiere: tutto quello che devi sapere

Aprire un salone da parrucchiere: partiamo dalle basi per poi passare ai requisiti, all’iter burocratico e agli adempimenti da svolgere per aprire un salone da parrucchiere.
DEA Beauty e Design ti segue a 360° dalle opere edili, all’impiantistica, passando per gli arredamenti e arrivando alle attrezzature.

Questo è l’iter per aprire un salone da parrucchiere:

  • Essere in possesso del diploma. Per conseguirla è necessario seguire i corsi privati o professionali che durano 3 anni per diventare parrucchiere professionista.
  • Essere in possesso dell’autorizzazione da parte del SIAN, che è il Comune di appartenenza a rilasciarla, dopo aver acquisito il parere preventivo dell’ASL di competenza. Verificata l’idoneità del locale e i requisiti tecnico-amministrativi del richiedente, si può procedere alla fase successiva che è quella della progettazione del locale.
  • Aprire una partita IVA.
  • Effettuare l’iscrizione alla gestione artigiani INPS. 

I consigli di DEA Beauty e Design su come aprire un salone da parrucchiere

È complicato quantificare i costi per aprire un salone da parrucchiere, considerate le tante variabili in gioco. Ma con DEA Beauty e Design ricevi una bozza di progetto e un preventivo in via del tutto gratuita. Basta contattarci al 339 57 44 830 o inviare una mail a info@deabeauty.it.

Intanto possiamo dirvi che i fattori da valutare sono:

  • I costi per il locale.
  • I costi per gli arredi.
  • I costi per le attrezzature.
  • I costi per i prodotti.

Senza considerare i costi per le utenze, gli aggiornamenti professionali, i dipendenti se si assumono e l’assicurazione Inail a norma di legge. Insomma, se si decide di avviare un salone da parrucchiere bisogna pensare a un investimento corposo. Fortunatamente, esistono molte agevolazioni (con finanziamenti anche a fondo perduto) per le nuove imprese.

Chiedi a DEA Beauty e Design come aprire un salone da parrucchiere qui.

Lavorare in un centro benessere

Oggi molti giovani guardano al mercato del lavoro e alle sue opportunità nel campo del benessere. Quali sono le principali professioni del benessere? Quali i più importanti profili che operano in questo ambito e quali mansioni svolgono?

Lavorare in un centro benessere, le figure ricercate quali sono e cosa fanno

Le figure qualificate e specializzate nel settore del benessere sono sempre in aumento perché sono sempre più in aumento i centri estetici, centri benessere, spa, strutture termali, società di wellness e scuole professionali di estetica che ricercano estetiste, truccatori, consulenti, massaggiatori, medici, fisiatri, osteopati, terapisti complementari e parrucchieri.

Nei centri benessere, ai trattamenti a base d’acqua si aggiungono mani delicate di esperti massaggiatori, intensi profumi di oli essenziali e tanti altri rituali terapeutici e di bellezza. Tali luoghi rappresentano un vero e proprio concentrato di benessere, in cui tutto è studiato nei minimi dettagli per permettere ai loro clienti di rilassare la mente e prendersi cura del loro corpo.

Per lavorare in un centro benessere è necessario dunque essere curiosi di tutto quello che riguarda il mondo della bellezza, del benessere e del relax. Fondamentale è conoscere l’inglese e, a volte, il francese. Poi, se si conosce anche una lingua tra quelle dei mercati emergenti come Cina, Brasile o Russia, tanto meglio.

L’operatore del benessere deve essere innanzitutto formato e non deve scordarsi che è un generatore di benessere, un trasmettitore e deve essere dunque una persona che ha questo tipo di caratteristiche: calma, tranquillità e serenità. Cosicché attraverso il suo viso e le mani possa trasmettere tutto questo al cliente. Deve avere uno stato interiore rilassato e deve essere bravo a far entrare in sintonia la formazione il suo modo di essere per trasmetterlo al cliente. Infine, deve tradurre ciò che la parte imprenditoriale vuole, nei trattamenti.

 

Lavorare in un centro benessere, le nuove professioni

Negli ultimi 10 anni il settore benessere ha visto una rivoluzione anche nelle sue figure e nei suoi ruoli. Non c’è più solo l’estetista, artigiana del corpo, perché l’evoluzione del modello di business, l’aumento della domanda e delle aspettative del cliente ha creato la necessità di ampliare i servizi e di acquisire nuove competenze, determinando così la nascita di nuove figure professionali, soprattutto nell’ambito manageriale, che affiancano il lavoro degli artigiani della bellezza e del benessere.

Già da qualche anno, infatti, si sono presentate all’orizzonte nuove figure professionali per lavorare in un centro benessere come lo Spa Manager e Beauty Manager con capacità di organizzazione, gestione delle priorità, controllo della qualità dei servizi proposti, pianificazione di marketing strategico, comprensione finanziaria, capacità di reclutamento del personale, attenzione alle normative di sicurezza per i lavoratori e gli utenti.

L’evoluzione del mercato ed il nascere di strutture complesse come spa e centri benessere con cabine massaggi, piscine, percorsi Kneipp, docce emozionali, idromassaggi, saune, bagni turchi, stanze del sale, zone relax e tisanerie, impongono l’acquisizione di competenze simili a quelle di una media impresa.

In un mercato in continua evoluzione ed espansione, in cui le esigenze del cliente e le sue aspettative sono in aumento, è dunque vantaggioso presentare uno staff strutturato e competente, organizzato e qualificato, accrescendo il valore e la qualità del centro benessere.

Aprire un centro ricostruzione unghie

Aprire un centro ricostruzione unghie, formazione e iter burocratico

Negli ultimi anni la passione per le unghie e per la loro cura ha preso sempre più piede e con essa la figura dell’onicotecnico (tecnico delle unghie) si è diffusa sempre più.

In alcune regioni, per poter aprire un centro ricostruzione unghie, è necessario un diploma da estetista perché la professione dell’onicotecnico non è ancora riconosciuta in Italia. 

Dopo aver finito il periodo di formazione inizia il periodo dedicato all’iter burocratico che non è celerissimo ma molto importante per non rischiare di incappare in sanzioni. 

Innanzitutto bisogna rivolgersi alla Camera di Commercio per comprendere quale sia la documentazione necessaria per partire. Ad ogni modo l’iter da percorrere è uguale come per ogni altra attività commerciale: aprire la Partita IVA tramite un commercialista o all’Agenzia delle Entrate e aprire la posizione Inail e INPS.

In alcune regioni non è dunque possibile aprire un centro ricostruzione unghie senza qualifica da estetista e, una volta concluso il periodo formativo, si passa alla scelta del locale e alla procedura burocratica per avviare l’attività, al marketing e al progetto su misura.

Dopo la formazione e l'iter burocratico, la scelta della location

Nella maggior parte delle situazioni, quando si apre un centro ricostruzione unghie, accade che dopo un periodo di avviamento si sceglie di estendere l’attività alla cura del corpo e del benessere fisico per un’esigenza della clientela. Consigliamo dunque di tenere in considerazione questa tendenza fin dall’inizio, nella scelta degli spazi e del locale.

DEA Beauty e Design consiglia di trovare una location in un luogo ben visibile, di passaggio e frequentato durante tutto l’anno: un centro storico, un centro commerciale o una zona universitaria. Oppure, se si vuole puntare ad una zona periferica, che abbia una grande area di sosta per ovviare al problema dei parcheggi. Una volta ottenuto il locale è necessaria una progettazione e la scelta di un arredamento su misura per aprire un nail center caratteristico e particolare.

È necessario altresì investire nel marketing online e offline sia in fase di avvio che successivamente. L’arredamento dovrà essere in linea con il target di clienti che desiderate raggiungere. Chiedi a DEA Beauty e Design come aprire un centro ricostruzione unghie.

Lavorare in un centro estetico: cosa fa un professionista della bellezza

Chi è un’estetista? L’estetista è una professionista esperta in trattamenti estetici, cosmetici e make-up: è la figura di riferimento per il trattamento del corpo a fini estetici. Ma, le più esperte, sono anche abili a prendersi cura della mente dei propri clienti.

Il percorso per lavorare in un centro estetico

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un aumento esponenziale di centri estetici e, con esso, ad un aumento delle figure professioniste esperte in trattamenti estetici, complice la crescente attenzione per la cura e il benessere del corpo.

I servizi che un’estetista può effettuare sono molteplici: dalla pulizia del viso ai trattamenti estetici per il corpo, dai massaggi alla depilazione, dalla manicure e pedicure al trucco.
L’estetista svolge tutte queste attività, oltre che con tecniche manuali, anche utilizzando apparecchi elettromeccanici. Per questo motivo e, in generale, poiché è un operatore che mette letteralmente mano sul nostro corpo, il percorso per conseguire la qualifica professionale di estetista non è breve.

Per lavorare in un centro estetico infatti è necessario seguire un apposito corso regionale di qualificazione della durata di due anni, con un minimo di 900 ore annue.

Il percorso biennale è un corso teorico-pratico, che prevede la frequentazione di vere e proprie lezioni in classe (italiano, inglese, matematica, chimica, contabilità, diritto, anatomia, fisiologia, dermatologia, igiene, cosmetologia) e di applicazione sul campo delle tecniche e procedure studiate.
D
urante l’esame finale (prova scritta, orale e pratica) al candidato potrà capitare di dover effettuare una ceretta alle gambe, una pulizia del viso o una prova trucco e potrebbe accadere che debba dimostrare di aver acquisito una certa conoscenza del sistema linfatico, dell’anatomia umana, dei macchinari e dei prodotti.

Lavorare in un centro estetico di proprietà

Dopo tanti anni a lavorare in un centro estetico è arrivato il momento in cui vorresti fare il grande salto?

Se si vuole avviare una propria attività, il percorso biennale deve essere seguito o da un corso di specializzazione della durata di un anno.

Dopo aver controllato di avere tutto in ordine con i requisiti professionali, tutto quello che devi fare è trovare lo spazio perfetto per progettare e realizzare il tuo centro estetico e ordinare tutte le attrezzature e i prodotti necessari.

Noi di DEA Beauty e Design consigliamo che la location sia in un luogo visibile, di passaggio e frequentato durante tutto l’anno: un centro storico, un centro commerciale o una zona universitaria. Oppure, se si vuole puntare ad una zona periferica, che abbia una grande area di sosta per ovviare al problema dei parcheggi.

Che sia in affitto o un locale di proprietà, l’importante è che sia a norma e che rispetti tutte le prescrizioni dettate dalle leggi igienico-sanitarie. È necessario altresì investire nel marketing online e offline sia in fase di avvio che successivamente. L’arredamento dovrà essere in linea con il target di clienti che desiderate raggiungere. 

Chiedi a DEA Beauty e Design come avviare la tua attività di estetista come lavoratore autonomo.

Aprire un centro massaggi, i nostri consigli

Negli ultimi anni stiamo assistendo alla crescita esponenziale di centri bellezza e centri benessere, spa e strutture dedicate ai trattamenti estetici e rilassanti, dovuta al bisogno crescente di benessere in Italia. Aprire un centro massaggi rappresenta quindi una delle possibilità di entrare nel mercato del wellness.

Aprire un centro massaggi con l'aiuto di professionisti del settore

Aprire un centro massaggi o uno studio privato?

1440
460101-PFK6AT-993

Per poter aprire un centro massaggi bisogna far fronte alla burocrazia, che prevede il possesso di specifici requisiti. Solo chi possiede una formazione specifica nei massaggi può aprire un centro massaggi e può avviare la sua attività e solo con procedure ben precise e differenziate in base al tipo di trattamenti che verranno effettuati. Ma se si utilizzano macchinari specifici allora è necessario il diploma o da estetista o da fisioterapista, anche se in alcune regioni italiane non è richiesto il diploma e potrebbe bastare un corso di formazione regionale. 

Anche se ancora non esiste una normativa specifica per i centri massaggi, gran parte delle ASL fanno riferimento alla normativa che regolamenta l’apertura di centri estetici.

Nonostante possa sembrare molto semplice aprire un centro massaggi poiché prevede una semplice batteria di cabine con un lettino, in realtà c’è bisogno di calcolare bene gli spazi per valutare al meglio il flusso di lavoro, i movimenti che devono fare gli operatori, studiare bene le altezze dei lettini in base all’operatore e al trattamento che si propone e in base alle cabine che devono essere equipaggiate senza tralasciare nessun particolare per donare relax ai clienti con elementi di comfort che creino un ambiente accogliente e rilassante.

È importante decidere innanzitutto se si vuole aprire un centro massaggi o uno studio privato poiché il primo è una vera e propria attività aperta al pubblico. I locali devono rispettare determinati requisiti igienico-sanitari, è obbligatoria l’iscrizione alla camera di commercio, (C.C.I.A.A.) e risponde a tutte le normative regionali sugli esercizi pubblici. Molti comuni richiedono che sia presente una figura con una qualifica da estetista perché il centro massaggi ha una grande somiglianza ad un centro estetico. 

Lo studio privato di massaggi invece è un’attività che può avviare un libero professionista e che quindi non richiede l’iscrizione alla camera di commercio. Questo perché non è un’attività aperta al pubblico, il professionista riceve su appuntamento, e non tutti possono entrare come se i locali fossero aperti al pubblico.

Se vuoi aprire un centro massaggi, contattaci per un preventivo e una bozza di progetto gratuiti. Ti guideremo passo passo e penseremo a tutto il processo a 360°, dall’ideazione alla realizzazione. 

Per districarsi tra tutte queste informazioni è utile dunque chiedere a specialisti del settore come Dea Beauty e Design.

Aprire un centro olistico

Aprire un centro olistico, come e cosa fare. Ma soprattutto cosa vuol dire il termine “olistico”. I consigli di Dea Beauty e Design.

Operatore olistico, chi è e cosa fa

come aprire un centro olistico

Prima di accennare a come aprire un centro olistico e a chi sia l’operatore olistico cerchiamo di comprendere cosa voglia dire la parola “olistico”.

È un termine che deriva dal greco hòlos, cioè “totale”, “globale”. È un orientamento che si contrappone al metodo riduzionista disagio-farmaco, che fa riferimento al singolo organo invece che considerare l’uomo nella sua complessità.

L’operatore olistico, dunque, è una nuova figura professionale ma che ha origini antichissime e che tratta l’essere umano nel suo insieme (corpo, mente, spirito), non solo in base al sintomo, con l’intento di aiutare a ritrovare l’equilibrio energetico della salute e a condurre una vita serena, in una situazione di benessere psico-fisico.

Per l’olismo, quindi, psiche e corpo sono inscindibilmente connessi. Ciò vuol dire, ad esempio, che un disturbo a livello psicologico si ripercuote a livello somatico e viceversa. La terapia olistica è quindi l’arte di prendersi cura dell’essere umano nel suo insieme, per mezzo di una o più tecniche (osteopatia, agopuntura, reiki, aromaterapia, cromoterapia ecc.).

L’operatore olistico, nello svolgere la propria attività, usa principalmente le mani; in alcune tecniche le ginocchia o i gomiti (Shiatsu o Tuina ecc.). Spesso, in alcune tipologie di massaggio, si ricorre all’ausilio di creme, olii essenziali, cristalli, pietre e aromi. Non è un medico, non emette diagnosi, non prescrive medicine di fronte a malattie fisiche o psichiche, ma cerca di migliorare il benessere globale delle persona.

Attività commerciale o associazione olistica?

aprire un centro olistico

Aprire un centro olistico può apparire difficoltoso perché la normativa italiana relativa al settore non è ben definita.

Un centro olistico è considerato un ambiente dove si applicano le terapie olistiche e/o si commerciano prodotti naturali connessi alla filosofia olistica.

È importante decidere innanzitutto se si vuole aprire un centro olistico o uno studio privato poiché il primo è una vera e propria attività aperta al pubblico. I locali devono rispettare determinati requisiti igienico-sanitari, è obbligatoria l’iscrizione alla camera di commercio, (C.C.I.A.A.) e risponde a tutte le normative regionali sugli esercizi pubblici. Molti comuni richiedono che sia presente una figura con una qualifica da estetista perché il centro olistico ha una grande somiglianza ad un centro estetico. 

Lo studio privato di trattamenti olistici invece è un’attività che può avviare un libero professionista e che quindi non richiede l’iscrizione alla camera di commercio. Questo perché non è un’attività aperta al pubblico, il professionista riceve su appuntamento, e non tutti possono entrare come se i locali fossero aperti al pubblico.

Una terza opzione è l’associazione olistica, creando una pletora di soci che perseguono un fine comune, senza scopo di lucro. 

Se vuoi aprire un centro olistico, contattaci per un preventivo e una bozza di progetto gratuiti. Ti guideremo passo passo e penseremo a tutto il processo a 360°, dall’ideazione alla realizzazione.

Come chiamare un centro estetico

Come chiamare un centro estetico? È una domanda che ad un certo punto, chiunque si appresta ad avviare la propria attività in questo ramo, si pone.

Come chiamare un centro estetico, cos'è il naming

branding e naming

Prima di capire come chiamare un centro estetico, cerchiamo di comprendere innanzitutto cosa sia il naming.
Il naming è il processo con cui gli specialisti di marketing trovano il nome più consono per identificare un prodotto, un servizio o un’azienda. Dare un nome alle cose e alle persone è un istinto primordiale di cui non riusciamo a fare a meno.

Qualsiasi attività vorrebbe essere tra i primi marchi che vengono in mente al consumatore in base al settore di riferimento. E tutti aspirano ad entrare nel linguaggio comune diventando sinonimi del nome del prodotto generico.

Ad esempio, se dicessimo “crema alle nocciole”, rispondereste al 99% Nutella. “Mettersi il Rimmel”, è diventato sinonimo di “mettersi il mascara”, Borotalco è diventato sinonimo di talco. Questo è il motivo per cui il naming è di vitale importanza.

A volte questa primissima fase viene bistrattata, messa in secondo piano e lo scegliere il nome di un nuovo prodotto o servizio si riduce ad una decisione superficiale e frettolosa, causando conseguenze che condizionano negativamente l’immagine aziendale e quindi anche i profitti.

Dare un nome sensato, pensato ed efficace al proprio prodotto/servizio, ricopre dunque un ruolo strategico indispensabile nel processo di costruzione della brand identity.  Con questo non vogliamo venir meno all’importanza della qualità del prodotto: nessun naming efficace accompagnato da un prodotto/servizio di poco valore può dare la spinta giusta al proprio business.

Il naming è indispensabile per creare un’identità e una personalità forti e deve trasmettere il valore che si vuole dare al proprio prodotto/servizio.

E quindi, tornando a noi, come chiamare un centro estetico?

Come chiamare un centro estetico, i consigli di DEA Beauty e Design

Prima di buttarsi a capofitto nello stilare una serie di nomi da dare al proprio centro estetico come fosse un figlio nascituro, il passaggio principale è quello di fare un ricerca, studiare quelli dei futuri concorrenti, chiedersi cosa funziona o non funziona rispetto alle loro scelte dei nomi e cosa potrebbe funzionare della tua scelta.

Il naming deve essere preferibilmente corto, a meno che non sia molto originale e attinente al servizio. Che sia facilmente memorizzabile e orecchiabile. Semplice da pronunciare nella lingua di riferimento, in italiano se siamo in Italia ad esempio o che ricordino parole inglesi di uso comune.

Quando i nostri clienti ci chiedono come chiamare un centro estetico, le risposte principali sono:

  • Evitare gli acronimi, risultano freddi e privi di anima.
  • Evitare assonanze con brand conosciuti per non confondere.
  • Evitare di essere banali ma anche troppo creativi, l’insidia è dietro l’angolo.
  • Ma soprattutto, che il naming sia coerente con ciò che sei, con ciò che il prodotto/servizio vuole esprimere.

Fai un brainstorming con le persone a te vicine o con persone del settore, colleghi e collaboratori. Potrebbero uscire nomi davvero interessanti quando si mettono insieme tante teste così come il rischio potrebbe essere che si metta troppa carne al fuoco e se ne esca più confusi di prima. 

È per questo che consigliamo vivamente di mettersi in contatto con aziende specializzate nel marketing e nella comunicazione per centri estetici, benessere e spa, come Dea Beauty e Design. 

Ricordati che centrare il naming giusto, consente di rendersi riconoscibili sul mercato, garantendo un successo nel tempo se accompagnato da un’offerta di valore.

Aprire parrucchiere senza qualifica

Quante volte ti sarai chiesta come aprire un parrucchiere senza qualifica? Ma per avviare tale attività non è possibile senza un diploma di parrucchiere ed un iter burocratico preciso. 

Aprire parrucchiere senza qualifica: tutto quello che devi sapere

aprire parrucchiere senza qualifica

Aprire un parrucchiere senza qualifica non è possibile. Partiamo dalle basi per poi passare ai requisiti, all’iter burocratico e agli adempimenti da svolgere per aprire un negozio di parrucchiere.
DEA Beauty e Design ti dice come e cosa fare per non sbagliare.

Innanzitutto è necessario essere in possesso del diploma perché, come dicevamo, non è possibile aprire un parrucchiere senza qualifica. Per conseguirla è necessario seguire i corsi privati o professionali che durano 3 anni per diventare parrucchiere professionista.

Per aprire un parrucchiere, inoltre, è necessaria l’autorizzazione da parte del SIAN, che è il Comune di appartenenza a rilasciarla, dopo aver acquisito il parere preventivo dell’ASL di competenza. Verificata l’idoneità del locale e i requisiti tecnico-amministrativi del richiedente, si può procedere alla fase successiva che è quella della progettazione del locale.

Infine, è necessario aprire una partita IVA ed effettuare l’iscrizione alla gestione artigiani INPS. Sarà opportuno dunque rivolgervi ad un commercialista per svolgere tutte le pratiche e consigliamo di affidarvi ad un professionista del settore.

I consigli di DEA Beauty e Design su come aprire parrucchiere

Ora, abbiamo detto che non è possibile aprire un parrucchiere senza qualifica.
Il secondo passo è non lasciare nulla al caso: dalla scelta del locale, al marketing, passando per il progetto su misura. 

Noi di DEA Beauty e Design consigliamo che la location sia in un luogo visibile, di passaggio e frequentato durante tutto l’anno: un centro storico, un centro commerciale o una zona universitaria. Oppure, se si vuole puntare ad una zona periferica, che abbia una grande area di sosta per ovviare al problema dei parcheggi.

Che sia in affitto o un locale di proprietà, l’importante è che sia a norma e che rispetti tutte le prescrizioni dettate dalle leggi igienico-sanitarie.  Una volta ottenuto il locale per aprire un salone di parrucchiere, è necessaria una progettazione e la scelta di un arredamento su misura se si vuole ottenere un parrucchiere in grande stile. 

È necessario altresì investire nel marketing online e offline sia in fase di avvio che successivamente. L’arredamento dovrà essere in linea con il target di clienti che desiderate raggiungere. Chiedi a DEA Beauty e Design come aprire un parrucchiere qui.

Come organizzare e arredare un centro benessere SPA

Quando si decide di aprire un centro benessere SPA bisogna tener contro di molti aspetti, soprattutto organizzativi e tecnico/normativi. Gli esperti di DEA Beauty e design hanno elaborato 8 consigli su come organizzare il proprio centro benessere.

Tipo di percorsi di un centro benessere

I percorsi benessere che i clienti apprezzano maggiormente sono principalmente due:
• Docce solari: adatto sia per uomini che per donne, studiati per stimolare anima e corpo attraverso l’acqua. Esistono diversi tipi di docce come l’aroma terapia, la cromo terapia, la pioggia caraibica e la doccia scozzese che è in grado di riattivare la circolazione sanguigna.
• Knipe: percorso dedicato esclusivamente a gambe e piedi, che può essere creato attraverso mini piscine percorribili dotati di getti d’acqua laterali.

un centro benessere

Sistema di aerazione

Il sistema di aerazione è una delle parti fondamentali di un centro benessere.

Esso ha la funzione di rendere l’ambiente confortevole a livello termoigrometrico per gli utenti della SPA ed è un utile presidio per combattere l’umidità. Dea beauty e design consiglia sempre di dotarsi di un sistema di aerazione integrato, cioè che sia in grado attraverso sensori e microprocessori di gestire contemporaneamente aria, umidità e climatizzazione.

un centro benessere

Quante persone usufruiranno del centro benessere

Stimare quante persone frequenteranno un centro benessere dovrebbe essere una delle prime cose da stabilire, ma anche molto difficile se non si possiede una sfera di cristallo. La soluzione è affidarsi a dei professionisti, che possano stimare il bacino d’utenza del proprio centro con delle analisi specifiche.

Rispettare i requisiti normativi del centro benessere

Le regole e gli aspetti normativi sono temi complessi e delicati per questo settore. Infatti per la sola parte edile bisogna tener in considerazione numerose norme, come ad esempio: l’agibilità del locale, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la consistenza dei servizi igienici e etc. Il consiglio è quello di affidarsi ad un professionista abilitato, che è in grado di far fronte a tutti gli obblighi e la documentazione da produrre.

Presidio antimicotico all’ingresso

La guerra ai funghi sarà una delle attività che darà maggiori problemi nel caso si voglia gestire un centro benessere. Essenziale sarà creare delle aree dove poter disinfettare i piedi. Questo presidio dovrà essere posizionato tra gli spogliatoi e l’area benessere vera e propria, in modo che nel passaggio da area ad area sia obbligato l’uso di questo utile presidio.

Spogliatoi separati

Inutile soffermarsi su questo punto, gli spogliatoi separati con altrettanti bagni separati sono essenziali sia per motivi d’igiene che di privacy. Unico consiglio, non progettare mai spogliatoi di piccole dimensioni. Questi potrebbero risultare difficili da pulire e scomodi da usare da parte della clientela.

Superfici resistenti

L’altra problematica che ogni gestore di un centro benessere si troverà ad affrontare sarà l’umidità. Questo male che affligge gli ambienti umidi come può essere quello di un centro benessere, rischia di compromettere sia la percezione di qualità del proprio centro e soprattutto l’igiene.

Zona relax

Una delle tendenze che maggiormente si stanno diffondendo nel mondo dei centri benessere è quella di consumare bevande e cibi sani, preferibilmente BIO. Attrezzare quest’area non richiede un investimento elevato ma non deve essere sottovalutato l’aspetto igienico.